Come fosse un adolescente all’età di 45 anni, Jorge Luis Borges omaggiava la sua fidanzata Estela Canto con diversi regali. Un giorno le regalò un caleidoscopio che ruppe il figlio della donna delle pulizie, e di questi pezzettini di vetro che compongono figure, nacque L’Aleph.
Josè Emilio Pacheco spiegò quanto sopra in occasione della sua quarta conferenza nel ciclo Borges en su nacimiento, che conclude oggi nel Colegio Nacional: “La caratteristica de L’Aleph è che vede soltanto il presente, sta allo spazio come l’eternità sta al tempo”
Si conobbero a casa della famiglia di Adolfo Bioy Casares e Borges s’innamorò di lei; uscivano insieme, lui prendeva il latte e lei whisky; quando lui si ammalò lei gli faceva visita, chiaramente in presenza della madre dello scrittore. “Domani verrò a trovarti alla stessa ora”,gli disse in un’occasione Estela, e la madre rispose immediatamente “questo non sarà possibile perche io non ci sarò”.
“L’Aleph è un racconto per lei, con lei. Quando chiese di sposarla lei gli rispose: si, ma prima dovremo andare a letto e questo lo terrorizò perche gli dimostrava che era una donna impura, che lo aveva fatto con altri uomini.
Borges consegnò il manoscritto de L’Aleph a Canto perche lo battese a machina, “tempo dopo il rapporto finì e negli anni ottanta lei vendette il manoscritto per 26 mila dolari, non prima di chiedergli il permesso, e lui rispose: se vuoi vado in bagno ora e mi suicido in modo che il manoscritto abbia più valore.
Pacheco ha affermato che L’Aleph è un testo, come tanti altri di Borges, di una intimità travolgente. Emir Rodriguez Monegal fa addirittura una comparazione fra Dante e Beatrice con Borges e Estela Canto.
“Se Dante scrisse La Divina Commedia perchè era l’unico luogo per stare con Beatrice, Borges scrisse L’Aleph perche era l’unico luogo in cui poteva stare con Estela.
Spiegò che questa non è una esagerazione perche la maniera di rapportarsi con donne, -che una volta furono ragazze-, fu scrivere libri con loro, fra le altre: Margarita Guerrero, Alicia Jurado, Maria Esther Vazquez, e finalmente con Maria Kodama, “perche il maggiore paradosso borgesiano è (come nella vita di Elliot) è che questi esseri disgraziati, nel momento in cui nessuno se lo aspetta, trovano l’amore e si sposano con una donna che li ama e diventa così la loro ereditiera letteraria.
L’autore del racconto Tengo para que se entretenga parlò anche del momento in cui il padre de Borges, trovandosi imposibilitato di lavorare a causa della sua cecità, gli disse che era ora di cercarsi un lavoro; così iniziò a lavorare nella catena di imbottigliamento d’acqua della familia di Alfredo Bioy Casares e dopo come bibliotecario nella Biblioteca “Miguel Cane”
Disse anche che l’anno 1938 fu chiave per lui, poichè morì suo padre, con il quale aveva sempre avuto un buon rapporto poichè stimolava la sua vocazione di scrittore, sebbene c’era risentimento per l’infelicità di non avere potuto fare la carriera militare causa problemi di vista e non avere incontrato l’amore.
Il poeta messicano aproffittò dell’occasione anche per rompere un mito che si è perpetuato: “dire che L’Aleph è un racconto contro El canto general del chileno Pablo Neruda. Nell’ottobre del 1945 sulla rivista Sur, comparve il racconto di Borges mentre il poema di Neruda non apparì fino al 1950 in Messico.
Fonte: “El Universal”, Mexico, 1999, anno del centenario della nascita di Jorge Luis Borges
Autore: Cynthia Palacios Goya
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